News 01 2017 Brinicle ossia il “Dito della Morte” un fenomeno inconsueto

10 Febbraio 2017

Un fatto curioso, le stalattiti di ghiaccio in ambiente marino

Parlando di “brinicle” Affrontiamo  brevemebte un fenomeno che non riguarda l’acqua destinata al consumo umano -è proprio di un ambiente marino- ma che è utile a ragionare sul tema delle termodinamica legata all’acqua.

brinicle

In particolari condizioni dove si forma il pack, quindi vicino al polo Nord o Sud, sotto la crosta di ghiaccio si formano delle stalattiti  che scendono verso il basso negando a prima vista i principi della fisica.   Prendono il nome terrificante di “dita della morte” perchè assomigliano a dita piantate nell’acqua, che intrappolano e uccidino le forme viventi che incontrano

E’ noto infatti che l’acqua  raggiunge la massima densità verso i 4 °C, ossia a parità di volume ha la massa maggiore, questo significa che l’acqua a 4°C allo stato liquido tende ad andare verso il basso mentre acqua allo stato liquido di temperatura inferiore sino alla temperatura di passaggio di stato – 0 °C- tende verse l’alto.  Stessa cosa si può dire dell’acqua con temperatura maggiore che notoriamente stratifica verso l’alto. 

Se consì non fosse, vi sarebbero enormi masse di ghiaccio in fondo a tutti i bacini d’acqua – laghi mari etc…- e la vita sulla terra non sarebbe nelle forme che noi conosciamo anzi molto probabilmente non ci sarebbe affatto.

La presenza di sali disciolti, come nell’acqua di mare sposta i punti termici di massa minima e di passaggio si stato, ma il fenomeno rimane.

il dito della morte

In ambiente artico la formazione di stalattiti che scendono verso il basso improgionando le forme viventi che incontrano (da qui il nome di dito della morte)  si spiega con la formazione di un moto convettivo di acqua ricca di sali verso l’alto, arrivata prossima alla superficie ghiaccia solo l’acqua, creando quindi nello strato immediattamente sottostate una salamoia che scende verso il basso senza ghiacciare, ma che funge da condotta termica che trasporta il freddo veso il basso facendo ghiacciare via via l’acqua che incontra.

Queste stalattiti sono compoeste da ghiaccio e salamoia, fragili  ma capaci di intrappolare ed uccidere forme viventi  come le stelle marine o altri molluschi capaci di vivere a temperature appensa sotto lo zero termico ma non alle temperature esterne all’acqua che sono ben al disotto dello zero termico  (-18/20 °C)