Pseudomonas Aeruginosa perché non viene inserita nei controlli di routine dell’acqua potabile ?

5 giugno 2018

Pseudomonas Aeruginosa e acqua potabile trattata,  alcuni spunti di riflessione sui controlli di routine

Già in un recente passato abbiamo avuto modo di scrivere sulla Pseudomonas Aeruginosa e il trattamento acqua .  Vedi nostro articolo del febbraio 2017

Il DM 1787 del giugno 2017 che introduce il nuovo allegato sui controlli di routine sull’acqua potabile anche questa volta ha lasciato volutamente a lato il controllo della Pseudomonas Aeruginosa.

I parametri di controllo della carica batterica servono ad indicare il rischio di una presenza ampia non solo legata alla specie in questione.  Ad esempio la presenza di coliformi permette di ipotizzare un inquinamento fecale e quindi anche la presenza di virus enterici. La conta delle colonie a 22 °C ha uno scarso significato sanitario, ma viene richiesta perché è indicatore dell’efficacia del trattamento e della pulizia in genere dell’impianto.

La pericolosità della Pseudomonas Aeruginosa nell’acqua potabile

Le psuedonomas, sono un’ampia famiglia di batteri, non tutti sono patogeni ossia non sono tutti nocivi per la salute umana.  Al contrario la pseudomonas aeruginosa è un batterio pericoloso e presenta rischi sanitari per i soggetti deboli immunodepressi, anziani, bambini, soprattutto per inalazione o per contatto epidermico. Non è un caso che particolare attenzione venga posta in tutte le strutture protette, come case di riposo ed ospedali o nelle piscine.

I livelli di pericolosità per la salute umana per ingestione, è assai basso sono necessarie concentrazioni assai elevate Log 10 alla quarta e oltre per presentare un rischio effettivo.

Il controllo della Pseudomonas Aeruginosa ha una valenza per l’acqua confezionata è indice di un deterioramento della sua qualità e la sua presenza è spesso associata ad alterazioni delle caratteristiche organolettiche.

Il parametro  Pseudomonas  per le acque potabile e in special modo per  il trattamento dell’acqua potabile è indicatore di ristagno o presenza di zone di morta, ma ha poca valenza sanitaria soprattutto quando i valori sono bassi.  La presenza ubiqua della Pseudomonas nell’ambiente rende non semplice  leggere variazioni spesso inesistenti.

Quando le autorità di vigilanza e controllo, richiedono la conta delle colonie di pesudomonas  sono nel pieno diritto delle loro funzioni, quando a seguito di riscontri positivi chiedono l’intervento di pulizia e sanificazione dell’impianto sono nel pieno diritto e correttezza delle loro funzioni.  Quando però mettono giù verbali senza una comprensione del significato di giudizio di potabilità,  vanno oltre le loro competenze  e mostrano di agire con automatismi che cozzano con il loro compito di tutelare la salute pubblica.

Per concludere, possiamo dire che non avendo rilevanza sanitaria per ingestione e non essendo un parametro indicatore importante il suo controllo di routine non è richiesto