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Sottoprodotti di disinfezione nell'acqua potabile

I sottoprodotti di disinfezione

 

Per garantire la qualità dell’acqua al punto d’uso s utilizzano sostanze disinfettanti. La dose viene calcolata in funzione di diversi fattori,

tra cui lo stato della rete distributiva, la sua estensione, l’origine dell’acqua immessa in rete.

 

I prodotti più utlizzati, sono l’ipoclorito, il biossido di cloro e l’ozono, in alcuni paesi si utilizzano le cloroammine (USA-Spagna). In un primo

tempo il loro impiego era studiato in funzione dei costi, delle complessità tecniche, e nei residui organolettici (sapore-odore).

Negli utlimi decenni si è scoperto che i disinfettanti utilizzati generano sottoprodotti che possono avere effetti nocivi per la salute umana.

 

La formazione di questi sottoprodotti dipende dalla quantità, dal tipo di reagaenti utilizati, dalla qualità dell’acqua, dalla sua acidità,

dalla presenza di materia organica (TOC ) e dalla temperatura.

 

  • L’utilizzo dell’acido ipocloroso genera pricipalemente i Trialometani (THM),e Clorati
  • Il biossido di cloro a sua volta genera Clorati e Cloriti
  • L’ozono oltre che ad essere di per se nocivo genera Bromoformio
  • Le cloroammine determina la formazioni di cloroammine organiche, nitrati e nitriti

 

Gli acquedotti garantiscono con il loro incessante lavoro che la presenza di queste sostanze sia minima, decisamente al disotto dei parametri di legge.

 

In alcune realtà per superare questi inconvenienti si utilizzano sistemi di disinfezione a Raggi UV.

 

Articolo sui Sottoprodotti della Disinfezione

Studio Greenpeace  sulla situazione italiana

News 05-15  Sottoprodotti di disinfezione

 

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