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Le Caraffe Filtranti

 

Le recenti vicende giudiziarie e il relativo risalto dato dai mezzi di comunicazione ci spingono a  scrivere  una breve nota sul tema delle caraffe filtranti.

L’iscrizione nel  registro degli indagati di importanti produttori di caraffe, a seguito della  denuncia  di Mineracqua e  di una Relazione presentata da parte  dei  NAS  e non resa pubblica è un segnale forte.  ( Salendo il livello dello scontro non è detto che anche il nostro settore non venga trascinato nella mischia )

 

In un recente passato ci  è stato chiesto di interessarci presso il Ministero della Salute per l’omologazione come richiesto dal  DM 443/90.    Al Ministero ci risposero  che  non rientravano nella  categoria del trattamento dell’acqua potabile  e che quindi non   rispondevano a tale norma.

 

Le norme di  riferimento sono quelle  legate agli Alimenti e macchine per prodotti alimentari in genere.  Il  DL 31/2001  è   di riferimento  per quanto riguarda i parametri di potabilità dell’acqua in quanto alimento. 

 

Le caraffe  filtranti  utilizzano nella cartucce  miscele di Carboni Attivi, Batteriostattici e Resine a Scambio ionico.    A  secondo della composizione cambia l’efficacia.

 

Analisi  di laboratorio  hanno evidenziato:

Positivo

1)      Miglioramento delle caratteristiche organolettiche

2)      Riduzione dei metalli  pesanti  (  dove presenti resine a scambio ionico )

3)      Riduzione dei Trialometani

4)      Riduzione del  Cloro

5)      Riduzione della  Durezza  ( dove presenti resine a scambio ionico )

Negativo

6)      Aumento dell’ammonio  (  nei primi litri erogati -  parametro indicatore secondo Dl31/2001

7)   Aumento NON anomalo  della  Carica Batterica ( sempre  che si rispetti il tempo di sostituzione   della  cartuccia indicato dalla  casa  madre)

8)  Aumento della  concentrazione  di ioni Argento ( sempre entro i valori di parametro  che       sono  indicatori  )

 

Di fatto l’acqua  resta potabile, la   contestazione da parte dei PM  di Roma sul peggioramento e  non potabilità dell’acqua poiché   si riduce  la durezza  è sicuramente  pretestuosa in quanto parecchie sono le  acque minerali  con tenori  molto bassi di durezza,  alcuni vicini allo zero.

 

Lo smaltimento della  parti di consumo  NON  rientrano  nella categoria  dei  rifiuti  speciali in  quanto la  quantità di resine è assai modesta, mentre il carbone attivo se a  contatto con l’acqua con l’acqua già potabile è  un rifiuto domestico a tutti gli effetti.

 

La comunicazione  per la vendita di queste caraffe è sobria  e non  urlata come le acqua Minerali  sovente  fanno attraverso i  mass media.  (  O come qualche collega fa proponendo impianti  ad osmosi… )

 

Le Caraffe  Filtranti sono una realtà  che toglie spazio al nostro mercato,  soprattutto nel  settore domestico; in quanto il livello di prezzo è al facilità di installazione sono ben distanti dagli impianti collegati alla rete idrica.

Per impostazione non  crediamo utili  le battaglie “contro”, è  importante  che la comunicazione sia  corretta  e ben evidenziati le differenze sostanziali  far i due settori.  Gli impianti per il trattamento dell’acqua potabile al punto d’uso  sono sicuramente più complessi e costi, hanno il vantaggio di rendere  semplice l’uso dell’acqua di casa  senza dover cambiare filtrino  ogni 2/3 settimane.

Sono utilizzabili  di continuo  e non  a  litro per volta,

Gli impianti  certificati, in linea  con la legislazione vigente, correttamente mantenuti nel lungo periodo sono sicuramente più vantaggiosi delle  caraffe  filtranti, sia in termini economici che di comodità.

 

Fare chiarezza e non accomunarsi con chi la spara più “forte” o più “grossa” è  una delle  poche armi –oltre a quella di lavorare bene-  che  abbiamo per proteggere il nostro settore.  L’attacco portato avanti  da Mineraqua è pericoloso.

 

 

 

 

 

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