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News 06 bombole co2 sicurezza

 CO2 nel campo del trattamento dell’acqua potabile, come operare in sicurezza

Una parte importante nel settore del trattamento dell’acqua potabile è legato agli erogatori di acqua frizzante, sia in campo domestico che in campo civile.
La fornitura di CO2 (anidride carbonica) è un elemento da non sottovalutare sia dal punto di vista qualitativo che normativo, facce della stessa medaglia.

ANIDRIDE CARBONICA
La CO2 ad uso alimentare rientra nel campo degli additivi ed è identificata con la sigla E290.  Come per gli alimenti è obbligatoria la tracciabilità del prodotto e pertanto su ogni  confezione deve essere presente il lotto di produzione.  Chi effettua operazioni di riempimento delle bombole oltre ad essere autorizzato dall’ASL di zona quale “Operatore del Settore Alimentare” deve obbligatoriamente adottare un sistema di rintracciabilità del prodotto al fine di provvedere, in caso di necessità, al richiamo dei lotti commercializzati.

Sia le classiche bombole ricaricabili che quelle “MONOUSO” sono soggette a questo obbligo e devono obbligatoriamente riportare in etichetta o sulla bombola stessa il lotto di produzione. REG CE 178 - 2002
Ai fine della rintracciabilità anche sui documenti di trasporto dovrebbe essere indicato tale numero di lotto di produzione.

I RECIPIENTI A PRESSIONE
La pressione del gas contenuto nelle bombole costituisce un elemento di rischio elevato. Difatti l’aumentare della temperatura influenza notevolmente la pressione ai cui è soggetto il recipiente stesso.
Al fine di garantire la sicurezza degli operatori, le norme costruttive prevedono che le bombole siano sottoposte a prova di scoppio ad una pressione che varia in funzione al tipo di gas contenuto. Nel caso di bombole con pressione di esercizio pari a 165 bar, la pressione di scoppio non deve essere inferiore a 330 bar.
L’umidità all’interno delle bombole in acciaio, nel tempo può dare origine ad un fenomeno di ossidazione (ruggine) del materiale costruttivo che porta problemi di gusto all’acqua, malfunzionamento del riduttore di pressione e da ultimo in casi estremi, pericolo di scoppio della bombola dovuto alla diminuzione degli spessori per corrosione localizzata.
Al fine di evitare tale processo le bombole MONOUSO non possono assolutamente essere ricaricate e pertanto devono essere obbligatoriamente equipaggiate con valvole progettate e fabbricate secondo la norma EN 13340.
E’ obbligo dei distributori verificare che tali valvole siano effettivamente montate sulle bombole controllando la marcatura della valvola stessa oppure la presenze della norma di rifermento sull’etichetta della bombola.

LE PROVE SULLE BOMBOLE
Ogni singola bombola, prima di essere riempita e commercializzata, deve essere sottoposta ad un “collaudo” consistente nella pressurizzazione alla pressione di prova per 30 secondi.
Inoltre le bombole per poter essere utilizzate in Unione Europea devono essere progettate e costruite secondo i disposti della Direttiva T-Ped (recipienti a pressione trasportabili) e essere marcate con il relativo marchio di conformità      e una serie di marcature aggiuntive quali i marchi di certificazione, marchi operativi e marchi di fabbricazione.
La mancanza di questi marchi indica che i recipienti a pressione non sono conformi alla direttiva T-Ped e pertanto non possono essere commercializzati in Unione Europea.
(verificate ad esempio la presenza del numetro ONU sulle bombole asiatiche)
Ogni bombola o lotto di bombole deve essere accompagnato da un certificato di conformità alla fabbricazione in accordo alla Direttiva 2010/35/UE e 1.8.7.4 dell’ADR.
Le bombole di importazione asiatica ne sono talvolta prive e, sempre in questo caso vi ricordiamo che tutte le certificazioni devono essere emesse in Italia o comunque da uno stato membro della Comunità Europea.
Nel caso di immissione in commercio di bombole e valvole non conformi alla Direttiva T-Ped, l’operatore economico (che può essere il fabbricante, l'importatore, il distributore o il  proprietario) è soggetto ad una sanzione amministrativa che varia da un minimo di € 2.500 ad un massimo di € 15.000 per lotto (inteso di 200 esemplari)    

IL TRASPORTO.
Il trasporto del gas CO2 è soggetto alla normativa ADR per quantitativi netti pari o superiori ai 1000 kg.
Quantitativi inferiori possono essere trasportati in regime di “esenzione parziale” secondo i disposti del 1.1.3.6 dell’ADR e devono essere rispettate per lo meno le seguenti prescrizioni:

•    etichettatura e marcatura delle bombole
•    etichettatura e marcatura di eventuali sovrimballaggi
•    fissaggio del carico
•    areazione del veicolo
•    presenza a bordo di un estintore con capacità pari a 2 kg. minimo
•    docuemento di trasporto riportante le indicazioni richieste dall’ADR

Il trasporto effettuato da privati per uso personale o domestico non è soggetto alle norme dell’ADR.  
E’ comunque consigliabile il rispetto di alcune regole basilari:
- evitare di caricare le bombole all’interno dell’abitacolo;
- fissare i recipienti in modo tale che non siano soggetti ad urti;
- evitare di lasciare le bombole sull’automezzo quando la temperatura esterna è superiore ai 20 °C

REQUISITI DI PUREZZA SPECIFICI DEGLI ADDITIVI PER USO ALIMENTARE
Il diossido di carbonio ad uso alimentare (E290) contenuto nelle bombole deve essere conforme al Decreto 11 novembre 2009, n. 199 del MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI.
Il contenuto delle bombole deve essere sottoposto ad analisi al fine di verificare i seguenti valori:
•    Contenuto CO2 (% v/v) che deve essere > 99 %
•    Contenuto CO (ml /l) che deve essere > 10 microgrammi l /l
•    Contenuto Olio (mg/l) che deve essere < 0,1 mg/l
•    Acidità
•    Sostanze riducenti.

Il fornitore delle bombole di CO2 deve effettuare a campione le prove di laboratorio di cui sopra prima di immettere in commercio il prodotto.

Al cliente professionale deve essere rilasciata la scheda prodotto  vedi esempio sul nostro sito

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