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 Carboni attivi
 
 
 
• Che cosa è
• Principio di funzionamento
• Un po’ di storia
• Tipi di carboni
• Modi di produzione
• Efficacia nel campo del trattamento della acque destinate al consumo umano
• Additivi
• Limiti e rischi
• Tipologie tecniche costruttive
• Smaltimento
 
Il carbone attivo ha un forte potere di assorbire sostanze sulla sua superficie tramite il principio dell’adsorbimento.
 
Definizione: ponendo a contatto due fasi, p.e. una fase gassosa e una fase solida, si ha l’addensamento di una sostanza presente in una fase, sulla superficie di separazione tra le due.
 
Per spiegare tale principio in maniera semplice ci riferiamo ad una nota fobia e terrore, far cadere un oggetto d’oro sul mercurio. Il mercurio non entra in soluzione con il metallo prezioso, non si crea una lega metallica, ma l’aderenza del primo sul secondo и tale che non и possibile se non in particolare condizioni separare i due metalli.
La stessa cosa avviene sul carbone attivo con diversi composti.
 
Uno dei fattori che influenza la capacitа di adsorbimento, oltre alle caratteristiche proprie dei materiali a contatto, и sicuramente la superficie. La superficie specifica, ossia il rapporto tra massa e superficie, nel carbone attivo и elevata, un grammo di CA puт raggiungere i 2000 m2!
 
La capacitа di adsorbimento del carbone era nota da tempo, in epoca rinascimentale per migliorare la chiarezza e il gusto dell’acqua la si faceva scorrere su di un letto di carboni.
 
Le maschere antigas della prima guerra mondiale erano fornite di cartucce composte da carbone attivo, in casi di avvelenamento da ingestione, oltre alla classica lavanda gastrica, si utilizza la somministrazione di carbone attivo. Il suo potere cessa quando si satura la struttura esterna del carbone non riuscendo piщ ad adsorbire.
 
Esiste la possibilitа di rigenerare il CA. Un getto di vapore saturo nella quantitа e nel tempo stabilito lava i CA. Il vapore trascina con se gli inquinanti che devono essere recuperati tramite distillazione frazionata.
 
Il Carbone attivo и un prodotto della distillazione secca a temperature comprese tra i 400 e 600 °C, in ambiente anaerobico, di residui vegetali, quali segatura, gusci di mandorle, noci...
 
A seconda del tipo di origine possono avere caratteristiche diverse. Sia come potere di adsorbimento sia come sicurezza nella limitata cessione di sostanze indesiderate.
 
La materia prima viene trattata con lavorazioni successive prima di essere impiegata nel campo tecnico. Il carbone prodotto allo stato di polvere viene inviato a cicli di lavaggio che possono essere a base di acqua, di solventi acidi o altro ancora. Lo scopo и limitare al massimo il rischio di cessione molecolare della materia a contatto col fluido da depurare.
 
L’impiego di Carbone Attivo nel campo del trattamento delle acque per la loro potabilizzazione o affinamento и particolarmente indicato quando le sostanze indesiderate hanno una origine organica o composti a base di cloro.
 
La tabella in PDF ha lo scopo indicativo di evidenziare le diverse capacitа di adsorbimento.
 
Nelle diverse applicazioni possibili l’utilizzo dei carboni attivi presenta limiti. Un adeguato dimensionamento vedrа l’efficienza del sistema garantita per il suo impiego.
 
Il tema della proliferazione batterica all’interno dei Carboni Attivi deve essere considerato con la massima attenzione. La struttura porosa e l’origine vegetale fanno si che i carboni attivi siano un ottimo terreno di proliferazione della flora batterica.
 
Quando il loro impiego и civile, destinato a migliorare il contenuto dell’aria e dell’acqua l’esperienza insegna che il rischio и elevato. Nel dimensionamento degli impianti si tiene conto di questo fattore utilizzando sistemi batteriostatici o battericidi.
 
Il termine batteriostatico indica la capacitа di impedire lo sviluppo della flora batterica ma non di eliminarla. Il numero di colonie batteriche che transitano all’interno del sistema rimane inalterato.
 
Nel caso di un sistema battericida, in funzione della sua efficacia siamo in grado di ridurre o eliminare completamente la flora batterica.
 
Generalmente si opera con aggiunta di adittivi che hanno la funzione di creare un fattore ossidante Vedi il Nitrato d’Argento o il dipolo Rame-Zinco.
 
Volendo esistono sistemi meccanici, dove membrane microporose, nell’ordine del millesimo (o anche meno) di millimetro fermano il batteri.
 
L’utilizzo di lampade a radiazione ultravioletta и sicuramente il mezzo piщ efficace.
 
Si potrebbe anche utilizzare composti quali ipoclorito di sodio, biossido di cloro, acido per acetico, ma andremo a inficiare il risultato dell’operazione voluta, inquinando quello che negli scopi iniziali era l’obiettivo.

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