Microplastiche, acqua potabile e salute umana
La presenza di microplastiche nell’acqua destinata al consumo umano è un inquinate emergente, e aggiungerei anche inquietante, quanto incide sulla salute umana?
Le diverse agenzie internazionali OMS, EFSA Unione Europea ed EPA hanno iniziato e tenere sotto controllo il tema. I primi passi sono stati mossi definendo una metodologia standard per misurarle (Decisione UE 2024/1441)
Nel dicembre del 2025 il Parlamento Europeo ha incaricato l’ESFA, (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) per uno studio accurato per avere un parere scientifico sui rischi per la salute umana legati alla presenza di microplastiche nel cibo, nell’acqua e nell’aria. Per il 2027 è atteso il parere ufficiale
La DWD ossia la Drinking Water Directive istituita nel 2020 , a breve introdurrà le microplastiche nella Watch list, il che obbligherà gli stati membri della comunità europea al monitoraggio di questo inquinante emergente per arrivare in un breve futuro (si spera) a definire soglie limite per l’acqua destinate al consumo umano.
In attesa delle norme il tema delle microplastiche è sempre più di interesse pubblico, in un recente convegno nazionale promosso da GWS abbiamo avuto modo di ascoltare sia la parte profondamente scientifica che la parte divulgativa
Cosa sono le microplastiche
“microplastica: piccolo oggetto distinto, allo stato solido, insolubile in acqua e composto parzialmente o interamente da polimeri sintetici o da polimeri naturali modificati chimicamente”
In parole più semplici le microplastiche sono piccole particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri, presenti nell’ambiente che possono essere il risultato della degradazione di materiali plastici macro, dette secondarie, o perché prodotte intenzionalmente in formato micro dette primarie
La dimensione delle microplastiche
Si parte da un campo visivo di 5 mm per scendere sino al micron, sotto il quale diventano poi nanoplastiche (anche se le chiameremo per comodità sempre microplastiche). Buona parte delle microplastiche sono dunque invisibili alla vista umana. Serve una strumentazione scientifica per rilevarle.
Le piccole dimensioni delle microplastiche, sotto il micron sono potenzialmente le più dannose per la salute umana perché penetrano più facilmente nei tessuti e negli organi umani
La forma delle microplastiche
Anche questo è un aspetto importante che incide sulla maggiore o minore pericolosità. La letteratura scientifica presente associa al materiale fibroso, ossia quello originato dai tessuti la maggiore pericolosità insieme a tutte le microplastiche con forma irregolare
I diversi polimeri delle microplastiche e la salute umana
Tabella comparativa dei polimeri microplastici e i loro effetti sulla salute umana
| Polimero | Pericolosità | Effetti sulla salute | Note |
| Polistirene (PS) | Elevata penetrazione tissutale; rilascio additivi | Stress ossidativo, infiammazione, citotossicità | Molto studiato, effetti negativi anche a basse dosi |
| Polietilene (PE) | Forte capacità di translocazione; ampia diffusione | Infiammazione intestinale; effetti immunitari | Elevata permeabilità nei tessuti |
| Polietilene tereftalato (PET) | Attraversamento barriere biologiche | Stress ossidativo e citotossicità | Alta capacità di translocazione |
| Poliestere (fibre) | Forma fibrosa inalabile; trasporto contaminanti | Accumulo polmonare; infiammazione respiratoria | Polimero più comune nei campioni umani |
| Poliammide (Nylon) | Microfibre inalabili; alta presenza alimentare | Infiammazione respiratoria; accumulo polmonare | Frequente nei campioni di acqua e alimenti |
| Poliuretano (PU) | Possibile rilascio additivi tossici | Citotossicità | Presenza in tessuti e materiali industriali |
Come difendersi dalla microplastiche
In primis produrne meno. E’ una banalità
Per quelle presenti nell’acqua, in attesa di una definizione di soglia minima, con parametri da rispettare per i gestori di acquedotto serve una barriera meccanica che fermi le sostanze in sospensione nell’ordine inferiore al micron.
Ad esempio le membrane a fibra cava associate a buoni carboni attivi sono un’ottima e anche semplice soluzione per il settore domestico e pubblico.

Anche i filtri ceramici sono un valido strumento per ridurre la presenza di microplastiche dall’acqua di rete

L’osmosi inversa è sicuramente un soluzione drastica e definitiva, ma se utilizzata solo per rimuovere le microplastiche decisamente eccesiva
