Il rilascio dei carboni, un problema sottovalutato

7 Aprile 2026
Rilascio di carbone attivo da filtro durante l'utilizzo

Il carbone che viene rilasciato dal filtro in fase di prima installazione o, peggio ancora, durante la sua azione nel tempo può creare seri problemi agli impianti di trattamento dell’acqua potabile.

Microfiltrazione e rilascio di carbone attivo

Se si tratta di un semplice filtro sottolavello collegato ad un rubinetto meccanico, il rilascio in fase iniziale pone pochi problemi, se non il fastidio di vedere in sospensione dei microgranuli di polvere di carbone. Se il rilascio avviene nel tempo, è indice di una scarsa qualità del sistema di filtrazione.

Negli impianti più complessi dotati di organi elettromeccanici o di pompe, il rilascio di carbone dai filtri genera problemi tecnici di tenuta, con gocciolamenti o blocco degli organi di movimento.

Nei frigogasatori, il rilascio di carbone è del tutto negativo per la carica batterica. Se la polvere di carbone entra nel saturatore vi rimane a lungo, creando un ottimo letto per la proliferazione batterica.

Osmosi inversa e rilascio di carbone attivo

Negli impianti ad osmosi inversa, la prefiltrazione a carboni attivi svolge diverse funzioni, la principale è quella di rimuovere il cloro presente nell’acqua di rete. Il cloro “brucia” le membrane in breve tempo (ecco perché non bisogna fare le sanificazioni degli impianti ad osmosi con prodotti a base di cloro).

Quando si installa un nuovo impianto o si sostituiscono i filtri, grande cura deve essere posta per evitare che la polvere fine del carbone vada sulle membrane ed entri in circolo all’interno dell’impianto.

La polvere tappa le membrane riducendo drasticamente la loro efficienza; nello stesso tempo i granelli possono ostruire elettrovalvole ed organi meccanici.

In gergo si dice che i filtri debbano essere “scarbonati”, ossia sottoposti a un lavaggio preventivo prima di essere inseriti nell’impianto.

La qualità del carbone ha la sua parte

Se è vero che uno sbuffo di carbone è inevitabile, è anche vero che questo sbuffo deve essere transitorio.

Il carbone attivo, a seconda dell’origine e del trattamento, ha qualità diverse. Se di origine vegetale, si deve preferire materiale in partenza fibroso e lavato acido. Il carbone attivo originato da una combustione controllata delle noci di cocco fornisce un buon prodotto che, se lavato acido, diminuisce ulteriormente il rilascio in fase di utilizzo.

Per proteggere le membrane è bene inserire a valle del filtro di carbone granulare (GAC) un filtro a sedimenti. Leggi il nostro articolo.

Negli impianti di spillatura, dove non è possibile fare uno spurgo, è fortemente consigliato far fluire acqua dal condotto dell’acqua a temperatura ambiente per impedire il deposito nel carbonatore. Il consiglio è di far fluire acqua senza interruzione per evitare depositi negli organi elettromeccanici.